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sabato 11 aprile 2015

La palestra migliore














Con la corsa misuri la tua forza (di volontà), quando sei stanco e non ce la fai più, ti fermi, oppure, fai appello al tuo io e continui. Semplice come concetto, più complessa la pratica.

Per imparare a scrivere bisognerebbe avere una penna carica e avere voglia di usarla.
Certo, se avessimo  più voglia di leggere e lasciare da parte per un po' il nostro arsenale informatico, l'atto della scrittura diverrebbe più facile.
Spesso la voglia di apprendere è scarsa, così come i risultati ed il prodotto finale è uno scarico di colpe e responsabilità.
Nello sport, i trainer miglior non sono quelli con più conoscenze, ma quelli più bravi a trasmettere l'essenza della loro arte.
E di certo, se l'allievo  ha poca voglia di imparare, anche la  conoscenza più vasta è nulla, così come trovarsi in una palestra blasonata o in un luogo di culto.
Come nella corsa, ognuno è allenatore di se stesso e la disciplina più bella si trova dove abbiamo più voglia di apprendere e sacrificarci, neanche tanto poi.











Ancora albeggia ed un pensiero schiva orsacchiottesco e salta a coloro che rischiano la vita per gli altri e proprio dagli "altri" spesso  accusati e maltrattati, quando va bene.
Le notti insonni mai recuperate, le vite private devastate dalle continue assenze, le situazioni  al limite della comune sopportazione umana , per un riscontro professionale spesso inesistente.
Questi eroi, rivestiti di temporali ma indispensabili corazze ciniche, esposti a malattie ed intemperie di variegate nature, fisiche, metereologiche su basi ansioso-simil aggressive, a volte scansoni e poco disponibili al colloquio.
Come nel pugilato, tutti a godersi lo spettacolo finale, con poche riflessioni al sacrificio che occorre e a quella specie  di folle ed anomalo coraggio che o lo si ha, o bisogna chiamare il mago e farlo uscire da qualche parte.


L'evidenza scientifica ha dimostrato su soggetti  fisicamente sani (con riserva sulla sfera mentale), che il pugilato giuliese, mescolando insani allenamenti gladiatoristici, a sane prese per il culo con sorrisi in fase di affanno, aumenta la percentuale di Cuore Alto, un nostro marchio e migliora la postura durante il sorriso post cazzotto in bocca.
















Duelli

8 aprile 2015 Accademia Pugilistica Giulianova.






Abbiamo fatto allenamento senza Paolo, che mi ha chiesto di sostituirlo. Il poco spazio a disposizione di questo posto non fa altro che aumentare quella magica intimità tipica della Boxe, e la puzza di sudore naturalmente.

Insieme ai ragazzi abbiamo eseguito un breve riscaldamento per cimentarci poi, in esercizi vari di allenamento  forse funzionale. E come tutte  le cose che funzionano, o che dovrebbero funzionare al meglio, arriva il momento della zappa: possiamo allenarci quanto vogliamo , ma per zappare l'orto occorre la zappa.
Ad alcuni ragazzi tra i più esperti, ho permesso di fare i guanti in scioltezza.
"In genere corro per 12 km ma salire sul ring è diverso..."
"Hai ragione, lì sopra devi sottostare ai ritmi che ti impone l'avversario e diventa più difficile avere una buona respirazione ed essere rilassati".
Questi, i commenti consapevoli di due miei coetanei.
Salire sul ring, per fare i guanti o sparring, anche con un amico,  è sempre difficile.
Non amo la violenza gratuita ed incontrollata, eppure, ecchimosi, epistassi, sì, il sangue dal naso e labbra tumefatte, rappresentano un trofeo di grande valore per noi, folletti folli.
  Al giorno d'oggi, spesso non si è in grado di affrontare un chiarimento con un amico, passare ad un amichevole duello, certo non all'ultimo sangue,  sarebbe una bella storia, anche se discutibile.
Bellissimi e crudeli i duelli all'ultimo sangue, che avevano lo scopo nobile di sacrificare una o due vite per risparmiare  interi eserciti di uomini.

Che ben venga un labbro spaccato in palestra, sarà buon insegnamento per affrontare dolori di certo più importanti.
Peggio la sciatica.

 

mercoledì 1 aprile 2015

La scelta




Per capire il cazzotto lo devi buscare.
Quanto più si combatte, anche se solo nella propria palestra, tanto più si arriva ad avere un buon autocontrollo.
 Per fare dei buoni "guanti", bisogna imparare a rilassarsi, ad avere una respirazione fluida ed una postura sciolta, quasi a voler nuotare sul ring come nuotano le verdesche in mezzo al mare, gli eleganti fantasmi blu.
La scelta che porta al pugilato è sempre strana.
Non è un'arte marziale, non è difesa personale, la boxe è la boxe e se altre discipline vantano di essere alla portata tutti, non si può dire altrettanto del pugilato.
Di certo la pratica conferma quasi sempre la teoria, ma il guaio sta nel mezzo, il principio è quello di portare il maggior numero di colpi e di prenderne pochi attraverso schivate, spostamenti e parate.
Anche se pochi, i pugni ricevuti fanno sempre male, inoltre se si dovesse fare la somma tra un incontro e l'altro, sono sempre e comunque troppi.
Alcuni atleti, me compreso, se non prendono qualche colpo, non riescono ad entrare nel vivo dello sparring, perché probabilmente i genitori hanno perso il libretto delle istruzioni. Quello che avviene dopo è  irrazionale passione.

Forti





Pochi giorni fa arrivo giusto appena al verdetto di un match di kick boxing a pieno contatto tra over 40, anzi, conoscendo uno dei due contendenti, credo abbia avuto luogo un incontro tra cinquantenni.
Pugni al viso, calci al corpo e sulle cosce li ho provati nella mia pratica passata,  nella palestra di Mimmo Falconi.
Altro discorso per quello che avviene in una competizione ufficiale, mazzate che mirano ad abbattere l'avversario, al pari del boscaiolo alle prese con il suo albero.
Guerrieri pronti a farsi male ed accentuare così, i malanni già presenti.
Lontani dall'essere personcine comuni, pazzi nel cuore di certo, contusi sul corpo se va bene.

L'autocertificazione della forza riesce sempre a strappare sorrisi e commenti inopportuni:
il definirsi "forti" da soli per autoreferenza, o  sperare di esserlo in una vita futura, suona di poca credibilità.
La forza non la si dice, la si mostra quando serve, come sul ring, nella vita.

Ancora  alla ricerca di una bella dose di coraggio per un tuffo a fianco di uno squalo,
senza alcun talento per calme e silenti meditazioni, mi rigenero in un posto che è diventato il mio piccolo tempio.
Qui recupero forza ed energia, anche se, nella serata di ieri il mio allenamento era simile a quello di una lumaca, perfino le tre riprese di corda da due minuti erano a metano, ecologiche ma lente.


Non vi è niente di più forte della gentilezza e niente di più gentile della vera forza.











domenica 22 marzo 2015

Cutman








Le nostre pugilistiche non hanno un gran numero di professionisti al momento, arte dura, durissima
con poca certezza economica, neanche paragonabile a quella del calcio di bassi livelli, che garantisce ai suoi praticanti una sorta di paghetta mensile più che dignitosa.
Mancanza di vocazione, scarso interesse dei media e quindi di sponsor importanti, inoltre, a mio parere, una gestione forse datata e atavica rispetto ai tempi correnti, sono elementi che hanno relegato la Nobile Arte a ritaglietto della pagina finale dei quotidiani italiani.
Pochissimi sono gli atleti che riescono a conquistare l'attenzione della prima pagina, fedele solo agli dei del calcio.
Pur non avendo a disposizione gran materiale umano su cui lavorare, ci siamo avventurati nel fascinoso mondo degli "angeli custodi" dei pugili, di coloro che si occupano dei bendaggi prima degli incontri  e delle eventuali ferite  riportate tra un round e l'altro.
Unico movente la passione, nutrita dalla speranza di dover "assistere" futuri guerrieri della costa.
A parole sembra tutto semplice, in realtà, in 45 secondi bisogna sapere cosa fare ancor prima della pausa ed essere efficaci su ferite ed ematomi durante il brevissimo tempo che resta prima dell'inizio del round successivo, muovendosi in maniera assertiva nell' angolo dove è seduto l'atleta, tra il suo maestro ed il suo secondo.
Un vero intervento di urgenza che richiede molta manualità e buona preparazione teorica.

Ho avuto la fortuna di fare il mio primo bendaggio extra corso ad un vero maestro di bende e affini, anche se non di pugilato, un amico e collega di una precisione certosina.

Un altro tassello arricchisce  le nostre pugilistiche.

Aspettando gli antichi fasti, siamo pronti in tutti i sensi ad accudire i nostri Guerrieri.
Grazie Federico

www.cutman.it














giovedì 12 marzo 2015

Caffè con racconti




Un venerdì pomeriggio di fine di febbraio ci organizziamo con Paolo per far visita a Goffredo, lo storico Maestro della Pugilistica Rosetana.
Breve conversazione telefonica con Roberto ex peso massimo, mio coetaneo e compagno di guanti e allenamenti che abita vicino al nostro Maestro, gentile a darmi le indicazioni stradali.
Caffè al volo e ci avviamo verso Goffredo che ci aspetta in un ristorante dove ha pranzato.
All'arrivo è  fuori il locale,  in compagnia di una sigaretta digestiva.
Ci abbracciamo, con gli occhi lucidi pieni di ricordi e sudori, lui nota  il grigio che domina sui miei capelli: " t'ho lasciato che eri un ragazzetto ed ora ti trovo con i capelli imbiancati che sei un uomo..."
Con eleganza Paolo si presenta al Maestro (che ha fugacemente conosciuto in passato nella Pugilistica Rosetana) e di lì a breve, inizia una magia di racconti, accompagnata da un bicchiere di amaro.
Cronache autentiche di pugilato e di pugili allenati ed educati alla vita da Goffredo.
Nomi "grossi"della Noble Art, oltre naturalmente la Rosa della Pugilistica Rosetana.
Cita anche me, che non ho dato alcuna soddisfazione sul piano agonistico, ricorda bene un mio match da canguro ad Avezzano "rubato" ai punti dal padrone di casa.
Dai ring africani a quelli italiani, le emozioni delle grandi vittorie ufficiali, allenamenti gloriosi nei quali blasonati Campioni le hanno prese da due ragazzi: Nico e Gabriele.
"Luciano, quello stronzo, se solo avesse voluto, poteva diventare Campione Mondiale..."
Rino "Cholo" Sorgentone altro grande guerriero della scuderia Cipriani..
Rocco il "picchiatore", al quale il Maestro ha precluso il passaggio al professionismo perché prendeva troppi colpi...
Il Pubblico si sarebbe divertito, ma alla lunga il ragazzo avrebbe avuto ripercussioni salutistiche.
Questo era  il Cuore di Goffredo, allenatore di Boxe, padre e angelo custode  dei suoi ragazzi, che non ha mai sacrificato in nome del denaro e della gloria agonistica.
Il tempo tiranno ci porta ai saluti, ognuno sulla via dei reciproci impegni.
Mi permetto di accompagnare Goffredo a casa con la promessa di una prossima visita con i miei figli al seguito.
Ci ha regalato un Dvd con un filmato di un pugile zairese allenato da lui anni fa.
Paolo, emozionato ed appagato quanto me dai racconti e dal carisma di quest'uomo, prossimo ai preparativi della settima edizione di "al Cazzotto bisogna offrir da bere", mi propone di invitare il Maestro per quella serata.
Al solito non ci sarò... Notte di lavoro mi attende in pronto soccorso.
Non ci educasti solo a darle, soprattutto a saperle prendere fuori dalla sicurezza di quel quadrato
Ciao Goffredo.





lunedì 2 marzo 2015

I muscoli dell'anima

Parlare male degli assenti ha poco valore, osservare, riflettere, imparare dalle proprie ed altrui idiozie, dovrebbe avere qualche utilità nella crescita personale di ogni individuo.

Ho avuto modo di osservare un tizio che dava dell'idiota a chiunque non facesse parte della sua realtà lavorativa, finché un giorno, si è trovato  alle dipendenze proprio di chi poco tempo prima, aveva deriso e disprezzato, fiero di appartenere ad un'altra squadra, di quelle dei meglio siamo noi.

I pugili di sane percezioni sanno che l'avversario non va mai sottovalutato.
Nelle Arti del combattimento un rotolino di pancia conta ben poco, non è un addome ben definito a fare la differenza, sono altri gli attributi in gioco.

Lo stesso Tyson nella sua biografia ha ammesso che sottovalutare qualcuno dei suoi avversari è stato quanto di più sbagliato avesse potuto fare.
Il signore in questione, prima di alcuni match,  ha saltato di proposito gli allenamenti per "dare poca importanza all'avversario"e per concludere al meglio, si è dato a festini con trasgressioni multiple di scontata immaginazione.
I risultati sono noti.
Vi è una sorta di parallelismo tra la Boxe e la vita comune, dove addomi scolpiti e muscoli da moderni gladiatori, valgono ben poco se quelli dello spirito non sono altrettanto robusti.
Il lavoro più duro è la forgia della propria anima, in quanto nessuno si riconoscerà mai nella propria debolezza, nella rabbia e nella fisiologica invidia.
Gli errori sono sempre degli altri, solo il vero guerriero riconosce i suoi, solo il vero uomo è disposto al chiarimento a proprio svantaggio, almeno sui cartellini dei giudici.

In tutto questo, sorrido senza scherno per il palestrato, che si fa accompagnare a visita dalla madre, forse, troppi muscoli con poco cuore, mentre io,  rincorro senza successo un pugile per una lastra al suo naso ormai fratturato da tempo.
I muscoli del resto, sono un po' come i soldi, danno fastidio solo a chi non li ha.