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giovedì 31 marzo 2016

Cuore di scimmia

Gente di mare che poi di mare non è con lancio di noccioline agli urlatori senza passioni.
Le scimmie hanno un particolare baricentro che permette loro di sollevare e spostare carichi  più che faticosi per gli umani campioni di sollevamento pesi.




La dieta e lo stile di vita sono argomento sempre in voga.
Esistono soggetti fortunati con termogenesi incredibili, che, nonostante fiumi di birra  ingeriti nelle serate giuste e cioccolate e altro ancora, al massimo, intorno ai 35, 40 , avranno una base di pancetta e qualche fastidioso, poco estetico fianchetto.
Del contrario e dell'inverso, dei  rivoluzionari per casa loro , tutto un girone, ben pilotato.
L'obiettivo e le percezioni sono spesso alterate.
La base dovrebbe essere la meta ambita.
Il ritorno alle origini non dovrebbe essere solo titolo di film e romanzi, ma obiettivo concreto.
Ci si dovrebbe alzare ed essere in grado di allacciarsi le scarpe da soli.
Bisognerebbe saper correre, saltare,  nuotare e andare in bici senza fare gli stronzi a prescindere.
Di troppe tastiere e divani si muore dentro, ha ragione chi ha affermato che si deve ridere prima di sé stessi poi, forse degli altri, la via dell'umiltà è dura da digerire.


Un saggio orientale dice che vincere significa sconfiggere la mente conflittuale che si annida dentro di noi.


Per un occidentale medio, è già difficile uscire brutto e spettinato se il momento non lo richiede.

Certo è, che un professionista dello sport, può permettersi una alimentazione più sana rispetto a chi, avendo stili di vita irregolari e spesso logoranti, ha bisogno di più vizi alimentari per sentirsi appagato o per placare in parte le quotidiane frustrazioni.
Il potenziale esce dalla motivazione.
Il mio Guerriero non usa mai gli ascensori, sale le scale sempre, quella signora, con il suo lavoro umile e forse di poche soddisfazioni, trova sempre un sorriso per chi incontra.
Zavorre e zerbini hanno la zeta in comune e troppo spesso si incontrano laureati che hanno solo la laurea e frustrati ingrati al loro stesso pane.

Forse, si era allenato per allenamenti che non esistono, dentro al dolore, ha  dovuto recitare fino in fondo che quel dolore non esistesse.
Per la parola data.
Cuori di emozioni che resteranno sempre, anche senza salire troppe scale.




martedì 26 gennaio 2016

Come L'Acqua di mare






"Sii informe, senza limiti come l'acqua".
Un "piccoletto", forse miope da quanto ho letto, alquanto cazzuto e fetente:
Bruce Lee.
Mi interesso di Arti Marziali orientali solo per cultura e buona dose di curiosità, i miei interessi volgono più sulle Arti Occidentali.
Eppure quest'uomo divenuto leggenda, pieno di passioni e inarrestabile, ha dato una svolta alle culture marzialiste e non solo, di tutto il Pianeta.
Ha saputo fondere senza esagerare, con una piacevole filosofia , le tradizioni dell'oriente con quelle d'occidente.
Da uno sparring uscito perdente, si rese conto che  troppo zen, senza allenamento specifico era ed è poco utile al combattimento reale.
Ha capito l'importanza  del pugilato occidentale: efficace ed immediato e ne ha fatto il suo modello di allenamento.
La praticità mi ha attirato da  sempre, più di ogni fantastica e fantasiosa teoria.
Semplice, duro,  disumano, contrario ai canoni della comune fisiologia, estremamente flessibile e adattabile, il pugilato come l'acqua.
Dai sudori, all'arte, al sociale, al volontariato e al cazzeggio.  Come l'acqua, il pugilato nostrano si spande, si adatta e si apre alle Olimpiadi giuliesi di Cuore Alto.
Troppo spesso la immaginiamo in un mare calmo al tramonto o in un pacifico laghetto, quando essa rappresenta anche i peggiori temporali e devastanti fiumi in piena.











Afanflecainide blu semper







Schivi potenziali seccature e noie ad alta contagiosità, affronti e sfidi dolori e malanni con piacere, ti rialzi, a volte male, da disturbi post-traumatici che non sono quelli belli del cinema.
Mostrare agli altri  situazioni diverse da quello che sono, belle o brutte che siano, non fa parte di questo giro, qui non si ostenta per nessuno, le recite sono in altri cuori.

Ed ecco che ti ritrovi a far pensieri che poche ora prima non avresti fatto.
Non mi spaventa tanto l'idea della morte, mi terrorizza molto più l'idea di una invalidità permanente, che porterebbe a venir meno alle promesse fatte ai miei figli, molto lontane  da quelle di un film al cinema con patatine o al concertino del secolo.

Il vero guerriero minimizza il proprio animo e trova sempre tempo per atti di gentilezza.
Non è mai freddoloso, anche quando ha paura, tenta il sorriso.
A questo dovremmo ambire.

Matthew Stanford Robinson








Un paio di secoli fa, sorrido, insieme agli  angeli rossi , abbiamo tirato fuori da un'auto pericolante su di un fossato, una giovane ragazza umana.
Un lavoro di squadra degno delle migliori regie: un angelo mi ha cinturato, un altro mi teneva per le braghe posteriori, certo che la divisa non si sarebbe strappata, io, pian piano, allineando le gambe della malcapitata e guidando in parte i suoi movimenti, sono riuscito a farla arrivare sull'asse spinale senza aspettare l'arrivo degli altri dei miei eroi, i vigili del fuoco.

A chi lo dite, partirei ora, adesso, per il mare ellenico, o per la Gleason's Gym di New York. Ho comunque altri programmi lontano dal mio amato divano, a volte allestito ad arena per duelli con i figli.
Sorrido ancora, serve da divano e basta ed ha anche bisogno di un buon guardiano. Eppure,  parte importante della vita, lavori e passioni, arti e mestieri non sono tutti uguali e per questo vissuti in modo molto diverso; alcuni ci detestano, altri ci ammirano, altri ancora ci invidiano frustrati,  per qualcuno neanche che esistiamo.













Gli allenamenti della Boxe sono un qualcosa che mescola sudori e sogni, spesso epistassi ed ecchimosi intrisi di anomala magia, che bisognerebbe essere talmente bravi nell'arte dello scrivere per riuscire a descriverne ogni eroica, pazzoide e passionale goccia di sudore omettendo espirazioni forzate ed urlate.

Neanche fossi al titolo mondiale, sentivo la mia adrenalina, quasi riuscivo a vedere la mia tensione nel pre- match.
I sorrisi delle mie colleghe, insieme ai miei  esercizi di respirazione, hanno soppiantato quella balorda, giustificata tensione.



Da sempre, durante gli allenamenti pugilistici invernali, abbiamo intervallato gli esercizi dentro la Palestra a vasche di corsa e diavolerie all'aperto.
Lunedì 18 gennaio 2329, per dare seguito alla tradizione, grazie a Paolo, che mi ha lasciato condurre le danze: a maniche corte, sudati al punto giusto, abbiamo fatto, in netta minoranza ovviamente, i sani di mente sono rimasti dentro, alla temperatura di un grado mi pare, le nostre sessioni di corsa fuori. In tutti sensi.
Con me, Roberto, il mio compagno di pesca in apnea e poi.

Ai miei colleghi, alla Palestra, al Mare.
Ai miei pochi amici, che ci sono sempre.


L’amicizia è in bocca a tanti ma nel cuore di pochi.
(Livia Cassemiro)



A te, non per la  gara, che mi rende fiero ed orgoglioso, per il tuo affetto e per il tuo coraggio, la tua ingenua saggezza, per il tuo essere fin troppo vivace, riesci ad aprire i miei occhi ogni volta come fosse la prima, ogni viaggio con te diventa immenso,tanto che sai cogliere ed apprezzare ogni singolo centimetro che ti circonda. Il fratello che avrei voluto avere.



"Papà, dove vanno a dormire le balene...?"
"Papà vuoi essere un pugile che ti alleni così..."?
La parte migliore di me esce sempre allo scadere.

martedì 5 gennaio 2016

Ghigo e sempre sveglio al molo sud


Come si può pensare di aiutare qualcuno senza prima riuscire a capire, senza prima mettersi nei suoi panni.
P.C. Racamier



In barca a vela e il mare forza sette o anche otto, in realtà tre e mezzo, Mars capisce al volo e si tuffa dalla barchetta che si sta per ribaltare, intanto, io, avevo scelto il ruolo di bambolotto porta fortuna quel giorno e quando l'onda è arrivata, sono andato giù insieme alla barchetta ferendomi solo ad una caviglia.
Poi è arrivata guscio di noce,  barca a vela in legno, progettata e costruita per intero dalle mani e dalla testolina di Ghigos.

Non ricordo se la nostra lunga passeggiata in pattino a remi fosse avvenuta prima o dopo le barche a vela, che comunque non ho mai imparato a timonare.

Un viaggio in auto  in Romania con moka, affettati italiani e decine di controversie amichevoli. in 1800 chilometri di sola andata.
Il ritorno, è stato segnato da una piacevole pasta asciutta appena varcato il territorio italiano.
Il Guerriero del legno è sempre lì, correnti e venti avversi a tratti, mari favorevoli a volte, l'affetto  è difficile da descrivere.
Queste amicizie nessuno le capirà mai ed è un bene.

Una mattina di qualche anno fa,  ho ricevuto la telefonata  di una collega che mi diceva di Cheyenne, era andato a ballare in altri posti a causa di un incidente stradale. Per sempre.
Era diventato Padre la notte precedente.
In lacrime e rabbia, sono andato a svegliare Ghigo, da sempre ottimo  pisolo.
Siamo andati a passeggiare al mare, abbiamo raccolto qualche bella pietra, ricordando i simpatici momenti di irriverenza passati.
Gli amici usano mangiare e bere anche troppo insieme, quelli veri fanno tante altre cose.
Fuori dal lavoro c'è un mondo disse qualcuno, cui forse pesava quel breve dovere.
Il mio mondo è  delle mie passioni, da quel porto in notturna in tutte le stagioni, con il mare che ci guarda sempre.
Le nostre grandi imperfezioni si perdono in quel posto, la notte ne cancella la maggior parte, il mattino  ne aggiunge altre.
Pugile non lo è mai  stato, almeno nel pugilato.  Forgiatore di legno, mastro artigiano e birraio, con lui ci sono sempre  Neve e Cico e le sue piante dai frutti piccanti.
I match più belli, quelli delle discussioni fantagalattiche, che alla fine il mondo non lo salveremo di certo.
La canoa, come fu per Pinocchio, sta prendendo forma, Il borsacchio ci aspetta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



sabato 26 dicembre 2015

Guantoni di soia per cuori di cocomero





Graffianti, caustici, provocatori per diletto, con troppi impegni con il rischio di seguirli tutti.
Ricordo il venditore di rose che, vantando la sua laurea indiana in farmacia, era convinto di essere stato morso da un cane, che in realtà lo aveva appena graffiato.
Se vai in un ristorante e la sera poi, ti senti male e la tua cena finisce dritta e violenta dentro il water, forse, sarebbe il caso di evitare quel posto. Eppure, campioni della società, tornano, pur di strappare il titolo di "cliente abituale", supportati per facciata di cronaca locale, solo da chi trae beneficio da questi assurdi, ma simpatici zerbinaggi.
Poveri che fanno finta di essere ricchi, mostrando ingenuamente la loro aridità intellettuale, con il rischio di attrarre aspiranti sciacalli.
A volte bisogna mentire per salvare la pelle, vivere per mentire anche a sé stessi rappresenta l'involuzione dell'uomo moderno.


La pancia nata dalle buone forchette ingombra sempre e comunque, la tolleranza è solo quella di falsi buonisti.

Ne uccide più il divano insieme alla troppa curiosità, che la strada.






Per avvalersi a terapisti dell'anima e del corpo, bisognerebbe avere un buon equilibrio interiore e  lasciare nel baule la  permalosità: ogni scelta comporta delle responsabilità che non tutti vogliono assumere, così come la presunzione o la finta di conoscere i propri figli, cui resta sempre più difficile far capire quello che è sbagliato, perché la colpa, è sempre di qualcun altro.

Qui la Boxe non c'entra nulla, non dovrebbe entrarci almeno, ma visto che è un blog ispirato al pugilato e che comunque, chi scrive, ha dedicato e dedica tutt'ora la sua vita allo sport, con particolare affetto per la Noble Art, la Boxe è sempre compresa.



Sono stato vegetariano per più di quattro anni, per uno strano ma onorevole rispetto nei confronti degli animali, che conservo sempre e comunque.
La spremuta di fagioli o di soia che sia, si avvicina a tante cose sgradevoli, tranne che ad una piacevole colazione che dovrebbe dare il buon inizio alla  giornata, si può avere rispetto per gli animali senza dover ingurgitare schifezze dannose all'umore e senza ostentare troppo.


Capisco la frustrazione , ma non possono essere tutti Guerrieri, anche se lo spirito di emulazione va alla grande, il pianeta ha bisogno di varie  figure, così come per i belli ed i loro antagonisti. Anni fa, sono stato testimone di un episodio di razzismo sprezzante nei confronti della categoria dei belli, attaccati senza pietà da un brutto vero e benestante.
Il guerriero naturale troverebbe noiosa la morte dentro un letto. Quello  autoproclamato, dagli scritti di effetto, complicati per far colpo sul lettore, farebbe di tutto per un cambio palcoscenico.
Chi passa le  serate abbracciato al divano, con grandi brividi tra una pisciata, il cambio canale, o un nuovo stato sui social, non capirebbe, mettendo in dubbio anche i fatti compiuti, d'altronde la storia è fatta anche dalle versioni dei disfattisti.
Chi vive grandi passioni, rinuncia a folte frequentazioni, di certo più facili in chi vive la routine imposta.




Sono sempre grato al mio Maestro, Goffredo, che ci ha insegnato da subito e per sempre, la via dell'umiltà e del non apparire, del tenere a freno la lingua, anche nell'impossibile.
In Palestra, abbiamo sempre fatto, dall'inizio, alla fine, quello che Lui ci insegnava.
Oggi, incredulo, osservo presunti e saccenti veterani, armati di bende colorate e guantoni firmati, con pochi mesi, che si traducono in pochi giorni di allenamento amatoriale, atteggiarsi a Pugili ,a Guerrieri, che saltano l'allenamento di gruppo per fare corse solitarie da campioni stile scarpa slacciata al momento giusto. Ho sbagliato posto, ero in una palestra fitness.
I Campioni, quelli veri, conservano una buona dose di umiltà e rispetto.
Se qualcuno afferma che l'energia si può domare, mente o ignora.
L'energia non si doma, si può solo veicolare in un buon gancio sinistro.




Si dovrebbe mostrare lo stesso coraggio che si consiglia.


martedì 24 novembre 2015

Guerrieri Blu






I ragazzini di questa epoca sono impegnati su più fronti in svariate discipline, per spirito esplorativo a volte, altre, forse, per soddisfare l'ego ed altre varie dei genitori, con il rischio di praticare troppo, imparando poco, senza amare nulla.
I minestroni buoni sono quelli che si mangiano a tavola.
Studiare ed imparare un'arte del movimento è una cosa, praticare un'attività fisica ne è un'altra.
Sembra  ci sia  differenza tra una bella camminata e lo studio della danza classica.

Nei periodi in cui mi gira bene, sono  ottimista e propositivo, mi entusiasmo fin troppo, con poco.


Come i bambini ascoltano le favole, incantato,  ho ascoltato racconti di pesca subacquea, la maggior parte delle volte ho chiesto consigli tecnici per messaggio, cui sono seguite risposte dettagliate, concrete e piacevoli.
Ho conosciuto Alessandro nel 2010, attraverso un forum di pesca sub, un paio di messaggi e con la scusa di un caffè che lui non prende, abbiamo parlato di persona.
A quei tempi avevo una passione eccessiva per l'apnea subacquea, dovuta di certo ai tuffi estivi sul mar Ionio peloponnesiaco, dove da anni, quasi ogni anno, vivo le mie vacanze.
Al mare, dentro il mare, nella mia seconda patria. A volte otiti ripetute mi bloccano per un po'... Per fortuna.



La sua sicurezza mi sorprende ogni volta, parla, spiega e sorride con il sapere che dovrebbe essere quello di un anziano, un lupo di mare rugoso e forse malandato.
Neanche trent'anni, faccia vispa e pulita,  letale in acqua, dove sui muove con innaturale disinvoltura, perché il ragazzo in questione non frequenta corsi o piscine,  la sua palestra è il mare, tutto l'anno.

Mi pare abbia frequentato senza entusiasmo un paio di volte la piscina dove ho appreso le basi dell'apnea, con Carlo, altro uomo d'acqua senza fronzoli e cantilene, diretto e fin troppo essenziale,  che trasmette l'acquaticità come pochi, anche se ancora non ho avuto il piacere di un'uscita in mare in sua compagnia.

Se l'apnea pura è meravigliosa, la pesca in apnea è altrettanto bella quanto ingegnosa e complessa nelle varie fasi... Una vera lotta nel blu riservata a pochi  temerari amanti del mare.


Conoscere una persona che non ama piscine e strutture affini, che ha sempre il richiamo del mare nel cuore, che arriva a profondità considerevoli senza neanche dovere compensare, (gli addetti ai lavori sanno di cosa parlando...), un bel regalo della sorte, quasi una rivincita nei confronti delle ripetute otiti, cui non faccio neanche più caso.
Così come il guantone è il mare.
Alla Guerriera che regala sempre un sorriso, anche nei momenti in cui a fatica li caveresti da un comico di professione.

Waqar è vivo.

Gli altri giocano vivaci a Tortoreto.
A 42 anni, felice di avere sempre tanto da imparare da un giovane, involontario maestro.



















Al Mare e agli Uomini di Mare.

"E' bastato un tragitto in auto con  Mirko per capire che stavavamo facendo altro." Roberto.
Alle nuove conoscenze del Blu.



mercoledì 10 giugno 2015

Gli Statali




Chiappe larghe modellate su sedia girevole più o meno scricchiolante, pausa caffè abusiva ed abusata all'inverosimile, con piccoli malanni esagerati  a iosa pur di avere uno squallido alibi che tenga lontani da lavoro per brevi periodi.
Pagnotta sicura, anche se non proprio abbondante.

La "pratica" del Triage non è cosa da tutti,  gran parte degli infermieri ha il terrore di questa postazione, pochi minuti per valutare le priorità degli ingressi nei pronto soccorso, valutazioni scientifiche, ogettive e soggettive.
Passano più tempo in tribunale gli infermieri che i criminali, strano, ma attuale in Italia.
Tra grandi perfusioni di ansia, minacce, aggressioni, corruzioni tentate, insulti e... Tanta paura.
Vietata l'imperizia, vietate le emozioni, viene richiesto sempre un minimo di sorriso e soprattutto quando tutti perdono il controllo, è richiesta semplicemente una fredda,innaturale calma.
Eppure ne vale la pena, la differenza tra la vita e la morte, la salvaguardia cinica per esigenze di servizio dei più deboli, il poter  salvare vite anche quando sembra tutto perduto.
E quell'intervento in 118, auto sotto il burrone, avremmo dovuto aspettare l'arrivo dei vigili del fuoco per la "sicurezza della scena"... Anno 3023 con umiltà.
 
Doccia di ringraziamenti e benedizioni quasi deliranti, di quelli non documentati; la moda impone la cronaca spesso errata degli errori.
Non vedo somiglianze con i culi seduti dal caffè facile e il mal di umori del lunedì mattina.
 
Cambio scenario.

 Pochi minuti  su youtube per curiosare la preparazione fisica della boxe e resterete incantati, vi verrà voglia di allenarvi alla Nobile Arte. Poi, una volta visto cosa succede a prenderle, probabilmente l'entusiasmo andrà via a gambe levate e tanti dubbi sorgeranno sul perché di tanto "spreco atletico", di allenamenti epici con finali di nasi schiacciati,  facce smodellate rimodellate e livide,  costole più fluttuanti del solito.

Essere speciali, forse non è per tutti.

Lo Spartano cui chiesero cosa sapesse fare, rispose "cerco di essere Uomo libero"

Servire un caffè al bar è piacevole, su di un airbus è emozionante.

Non si illuda nessuno,   un padre che  fa lunghe traversate in mare, non insegnerà  al figlio  il nuoto come conseguenza naturale, anche se potrà essere di buon esempio, se poi volete credere alla storia che l'urinoterapia, lontana cugina dell'omeopatia, funzioni, pisciatevi pure addosso.